terça-feira, 28 de fevereiro de 2012

O Homem que plantava árvores.

Através do Tai Chi apendi também a escutar, a ver e a saber apreciar a vida no seu todo. Porquanto ela é tudo... 
Deixo-vos com um pequeno filme, de 30 minutos, que me impressionou bastante. Espero que "tenham tempo" de o apreciar (se ainda não o conhecem) e a reflectirem um pouco (mesmo que o conheçam)...



quarta-feira, 15 de fevereiro de 2012

Il qigong per preservare e recuperare la salute.


Per comprendere come e perché questo possa accadere è utile precisare cosa si intende per salute, nell'ottica della Medicina Cinese.

Salute è presenza di vigore e di gioia di vivere
L'assenza di malattia non equivale a essere in salute. I Cinesi ricorrono all'espressione Jian Kang per indicare uno stato in cui non solo vi è un'assenza, quella della malattia, del dolore o della stanchezza, ma vi è anche una presenza, quella  del vigore e della gioia di vivere.
Lo stato di salute - fisica, mentale e spirituale - di un individuo è la risultante di molteplici fattori, tra i quali particolare rilievo hanno:
  • la corretta formazione quotidiana dell' energia vitale, a partire dagli alimenti ingeriti e dall’aria respirata;
  • l'equilibrio dinamico tra le componenti yin e yang dell'energia;
  • la buona circolazione delle stesse in tutto il corpo;
  • la loro appropriata utilizzazione da parte dei vari organi e tessuti corporei;
  • ultima, ma non meno importante, l’armonizzarsi dell’individuo nel suo insieme di corpo-mente-spirito con il proprio mondo interiore e con quello esterno, sociale e naturale, in cui vive.
Zhengqi è il termine usato per indicare 'l'energia corretta', normalmente formata e utilizzata, che assicura il benessere dell'individuo e la sua capacità di opporre resistenza ad ogni tipo di noxa patogena, interna o esterna, indicata con il nome di xie qi, letteralmente traducibile come 'energia perversa'.
La rottura dell'equilibrio fisiologico e/o fisiologico - ambientale è il punto di partenza di tutte le malattie.
Il qigong per rimanere in salute
Come può il qigong intervenire su tutto questo? Come può essere uno strumento di autoterapia


 Pratica del qigong dei cinque animali

Sul piano della prevenzione, più di ogni altra cosa è importante il conseguimento dello stato di calma  (jing) del Cuore e di una condizione di stabilità/centratura (ding): essi favoriscono, attraverso l'utilizzo equilibrato dell'energia vitale, l'attività efficace delle difese immunitarie e, per ciò, una migliore resistenza alle malattie.
Lo stato di rujing – che letteralmente significa 'entrare in stato di quiete' - viene  descritto come "una condizione in cui la mente è completamente a riposo e il corpo è totalmente rilassato".  Rimandiamo a '
Le Tre Regolazioni' per approfondirne l'importanza del raggiungimento di questo stato nella pratica del qigong e nella vita quotidiana.
Quando la mente è silenziosa, il Cuore è calmo e, in queste condizioni, è possibile sperimentare il presente come pura consapevolezza, senza il fardello psicologico del passato o del futuro. Tutta l'attenzione è rivolta alla vita che si manifesta nel momento, alle sensazioni affioranti, alla conoscenza attuale di ciò che è vivo nel nostro corpo interiore. Questo abitare attivamente il nostro soma (corpo) è ciò che  permette all’energia di fluire senza ostacoli e di svolgere le sue attività fisiologiche nel modo migliore.
Il qigong agisce come uno strumento di autoregolazione energetica dei meccanismi interni di resistenza agli agenti patogeni e di adattamento all'ambiente.
Il suo potere in senso preventivo e terapeutico è tanto più grande quanto maggiore è la capacità del praticante di essere presente (consapevole) allo stato della propria  energia e alle sue manifestazioni e di condurla là dove serve; ciò vale nella pratica di ogni forma di qigong, sia statica che dinamica
 

sexta-feira, 10 de fevereiro de 2012

Tai Chi May Help Parkinson's Patients Regain Balance.


Tai chi, the Chinese martial art involving slow and rhythmic movement, has been shown to benefit older people by maintaining balance and strength. Now, researchers have found that tai chi also helps patients who suffer from Parkinson's disease.
Leona Maricle was diagnosed with Parkinson's two years ago. At the time, she was teaching math, and she says she had experienced the telltale tremors of Parkinson's for a number of years. She learned how to cope.
"The students began to notice that my hands were trembling," she recalls, "so I started learning how to compensate by keeping that hand under the table and using the other hand to pass out papers, interact with students and hand out pencils."
But soon it became clear that Maricle just couldn't give teaching her "best" anymore. She retired at age 67.
 
Parkinson's disease, a progressive disorder of the nervous system, affects movement and motor control. "I would need to think two or three times about moving a particular part of my body," says Maricle. "When I was sitting in a chair and needed to get up, it would take two or three mental messages to my muscles to actually move my body."
Maricle had difficulty walking upstairs, downstairs, to the car or down the street. So it's no wonder that, when she heard about a new study at the nearby Oregon Research Institute to look at the potential benefits of tai chi for Parkinson's patients, she jumped at the chance. Hoping for help but also loving all things Chinese, Maricle saw the study as a perfect fit for her.
The study, which appears in the current New England Journal of Medicine, was headed by research scientist Fuzhong Li, who practices tai chi himself. Tai chi is sometimes described as "meditation in motion," because it promotes serenity through gentle movements, connecting the mind to the body. It has been shown to help with loss of balance during normal aging and can help relieve stress. Typically, the positions and postures of tai chi involve slow, focused movements that flow from one to the next.
In the study, Li divided Parkinson's patients into three groups. One group did resistance training with weights. Another, stretching classes. And the third took up tai chi. Each group participated in a 60-minute class twice a week for six months.
When they finished, Li found that the tai chi patients were stronger and had much better balance than patients in the other two groups. In fact, Li says their balance was "four times better than those patients assigned to the stretching group and about two times better than those in the resistance-training group."
That led to significantly fewer falls for patients in the tai chi group. Maricle says that before tai chi, she would lose her balance eight to 10 times a day. Now it hardly ever happens. She recently even saved herself from what would have been a sure fall before tai chi. It was raining and dark, and she tripped on the curb as she got out of her car. She was able to hop onto the curb and steady herself.
"That would have been a fall for sure six or eight months ago," she says.
Researchers don't know exactly how tai chi works to restore balance. UCLA psychiatrist and brain scientist Michael Irwin says it may work by literally re-training areas of the brain that control movement.
"There's a memory component of our nerves, and they're receiving signals from our body all the time that are integrated by the brain," Irwin says. "And it may be that what happens with tai chi is that it's bringing awareness of the brain to these areas of the body" — thereby strengthening those areas of the brain.